Tesla vola. Scommessa vinta da Musk che ha scelto Zhu come numero 2?

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I punti chiave

5′ di lettura

Non c’è stato ancora un annuncio formale da parte di Tesla, ma nei fatti Tom Zhu, rapidamente asceso all’Empireo chiamato dal divino Elon (Musk), ha lasciato i ruoli operativi in Cina. Oggi è a tutti gli effetti il numero due, il vice presidente globale e direttore generale per la regione Greater China. Il nuovo ceo in Cina è Wang Hao, secondo il data provider Qichacha, via CnEVPost. Zhu ha lasciato così la fabbrica di Tesla a Shanghai, che ha portato ad essere la più produttiva del mondo, e si è trasferito nel quartier generale di Austin, Texas.

L’uomo che risolve problemi

Zhu sembra essere l’uomo che «risolve problemi», per citare il Mr. Wolf di Pulp Fiction. Un ruolo delicatissimo in una fase assai spinosa per il numero 1. Musk da ottobre è alla prese con la grana Twitter. Lui ha cercato il controllo della app di microblogging e lo ha ottenuto a caro prezzo. Oltre ai 44 miliardi di dollari per l’acquisizione, una spinta importante al ruzzolone del titolo Tesla, sceso da un top di 1,3 miliardi di dollari a 350 milioni nel corso del 2022. Per non dire del suo patrimonio personale, crollato di ben 200 miliardi in pochi mesi, facendogli perdere lo status di uomo più ricco al mondo e forse il tocco magico.

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La scommessa di Elon Musk

Il titolo Tesla, però, è partito bene nel 2023: +13% e solo nella seduta odierna +8. A monte Musk è stato sommerso di critiche, nei mesi scorsi, e soprattutto nelle ultime settimane. Molti investitori gli hanno attribuito buona parte delle responsabilità sul calo di Tesla, anche sul piano della reputazione, viste le sue intemerate su Twitter. Ecco perché il tycoon a fine 2022 ha giocato la carta Zhu, proprio mentre arrivavano i dati sulle vendite del quarto trimestre, record eppure sotto le attese. Nato in Cina e in possesso di un passaporto neozelandese, Zhu è entrato a far parte di Tesla all’inizio del 2014 per aiutare a costruire la sua rete Supercharger, quella delle ricariche ultraveloci. In precedenza, ha contribuito a fondare una società di consulenza ingegneristica internazionale che offriva servizi agli appaltatori cinesi che desideravano espandersi all’estero. Ha conseguito una laurea in commercio in tecnologia dell’informazione presso la Auckland University of Technology e successivamente si è laureato al programma MBA presso la Fuqua School of Business della Duke University.

Una ascesa rapida in Tesla

Zhu, racconta Bloomberg, ha fatto rapidamente carriera in Tesla, diventando manager delle operazioni in Cina entro la fine del primo anno in azienda. Sotto la sua supervisione, la gigafactory di Shanghai, la prima dell’azienda al di fuori degli Stati Uniti, è cresciuta a una velocità vertiginosa, in meno di 12 mesi. Prima ancora che la produzione di massa iniziasse alla fine del 2019, Zhu era stato promosso vicepresidente globale e presidente della Grande Cina.

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Nel luglio dello scorso anno, è stato promosso ulteriormente per supervisionare tutta la Tesla Asia Pacific mentre la casa automobilistica si espandeva in Thailandia, Hong Kong e Singapore. Il team cinese di Zhu ha anche ricevuto elogi da Musk lavorando 24 ore su 24 per mantenere operativa la fabbrica di Shanghai durante i lockdown dovuti alla pandemia. Negli ultimi 12 mesi, straordinariamente difficili, l’impianto è stato sottoposto ad aggiornamenti per aumentare la capacità produttiva a 1 milione di auto a batteria all’anno. Le oltre 710mila vetture prodotte da Tesla in Cina lo scorso anno hanno rappresentato circa il 52% della produzione mondiale dell’azienda (1,3 milioni).

Source: ilsole24ore.com