Musk con il fumettista razzista, ‘i media discriminano i bianchi’

Get real time updates directly on you device, subscribe now.

Quando c’è una polemica negli Stati Uniti Elon Musk non solo non si tira mai indietro ma quasi sempre contribuisce a gettare benzina sul fuoco. Questa volta, il proprietario di Twitter è entrato a gamba tesa sulla vicenda che ha visto protagonista un noto fumettista, Scott Adams, la cui striscia è stata bandita dai principali media e quotidiani americani dopo un suo sproloquio razzista contro i neri.

“Per molto tempo, i media statunitensi sono stati razzisti contro i non bianchi, ora sono razzisti contro i bianchi e gli asiatici. La stessa cosa è successa con i college e le scuole d’elite in America. Forse potrebbero provare a non essere razzisti, in generale”, ha attaccato il miliardario su Twitter semplificando da par sua una vicenda molto complessa. Qualche giorno fa Scott Adams, dal 1989 disegnatore di ‘Dilbert’ – una sorta di Fantozzi a stelle e strisce che racconta con ironia e cinismo la vita da ufficio di un ingegnere informatico – si è lasciato andare ad una scioccante tirata nella quale incoraggiava la segregazione razziale.

Nell’ultima puntata del suo show su Youtube, ‘Real coffee with Scott Adams’, commentando un sondaggio Rasmussen secondo il quale per il 53% dei neri americani “va bene essere bianchi”, il fumettista ha attaccato la comunità black accusandola “di essere un gruppo che pratica l’odio” e ha invitato “i bianchi a starne alla larga”. “Non voglio avere niente a che fare con loro, non ha senso aiutare i neri americani se sei bianco”, ha attaccato Adams.

Immediata la reazione di alcune delle migliaia di media e giornali che in questi trentaquattro anni hanno pubblicato le sue storie sul terziario avanzato americano. Il network Usa Today, che possiede centinaia di quotidiani in tutti gli Stati Uniti, è stato il primo a dichiarare che non avrebbe più pubblicato il fumetto, seguito da Washington Post, Los Angeles Times e tanti altri. Da ‘Dilbert’ ha preso le distanze anche il suo distributore annunciando la rottura di ogni rapporto. “In quanto azienda di media e comunicazione apprezziamo la libertà di parola e siamo orgogliosi di promuoverla diffondendo voci diverse. Ma non sosterremo mai alcun commento radicato nella discriminazione o nell’odio”, ha dichiarato in una nota il presidente e amministratore delegato di Andrews McMeel Universal (AMU), Andy Sareyan.

Adams ha provato a giustificarsi su Twitter sostenendo che il suo era un semplice invito a “evitare l’odio”. Poi però ha accusato i giornali che hanno cancellato la su striscia di “minare la libertà di parola in America” esortando i suoi fan a disdire l’abbonamento.

Source: ansa.it